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Il rapporto tra ambiente e salute umana è stato studiato fin dall'antichità e fra i primi ad occuparsene nel 400 A.C. fu Ippocrate nell’opera “De aere, aquis et locis”. Attualmente il rapporto tra ambiente e salute viene analizzato dall'Epidemiologia Ambientaledisciplina che studia, su base di popolazione, degli effetti sulla salute di esposizioni ad agenti presenti nelle diverse matrici ambientali (aria, acqua e suolo) e di fattori collegati di tipo sociale, economico, recenti e remoti , una disciplina che ha l’obiettivo di descrivere la distribuzione delle malattie all'interno di una popolazione e ricercare le possibili correlazioni tra l'incidenza delle patologie, la qualità dell’ambiente e gli stili di vita degli individui. Gli studi di epidemiologia ambientale sono complessi, in quanto devono tener conto di diverse variabili e della loro interazione: il tipo di sostanza inquinante ed il suo effetto, la matrice ambientale interessata, gli organi e gli apparati bersaglio, i tempi di esposizione agli inquinanti e i tempi di latenza della patologia.

Negli ultimi decenni, a causa del cambiamento di condizioni e stili di vita, dell'utilizzo di nuove sostanze chimiche e dell'aumento di patologie cronico-degenerative, gli studi di epidemiologia ambientale hanno subito un’evoluzione. Infatti, si è passati progressivamente da analisi fondate su dati di mortalità generale, a studi basati su dati di incidenza per le varie patologie. Inoltre, lo sviluppo di nuove tecnologie informatiche ha permesso l'analisi della distribuzione delle patologie, passando da studi riferiti a macro-aree geografiche a studi più particolareggiati, riferiti a contesti più ristretti. Per gli studi epidemiologici riferiti a patologie oncologiche rivestono grande importanza i registri tumori, i quali permettono di registrare l’incidenza oncologica, un indicatore sanitario di rischio più affidabile rispetto a quello della mortalità.

Il Prof. Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. è docente di Fondamenti di Patologia cellulare presso il Corso di Laurea in Scienze Ambientali e autore di molti articoli su riviste nazionali ed internazionali.

Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , laureata in Scienze e Tecnologie per L'ambiente ed il Territorio, ha svolto, con la supervisione del Prof. Michele Grieco del DISTABiF e del Correlatore Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. dell'ASL Napoli 3 Sud, una Tesi di Laurea magistrale in Epidemiologia Ambientale. Il lavoro di tesi si è svolto presso il Registro Tumori dell’ASL Napoli 3 SUD ed ha previsto l'applicazione di nuove metodologie di ricerca epidemiologica applicate a patologie oncologiche rilevate in alcuni comuni compresi nel Sito di Interesse Nazionale "Agro Aversano Litorale Domitio Flegreo". Tale territorio è interessato da numerosi e puntiformi siti potenzialmente inquinati, come attività produttive e discariche legali ed illegali di rifiuti sia inerti che tossici.

 

Nell'ambito del lavoro di tesi i dati epidemiologici e sanitari sono stati integrati grazie ad una tecnologia GISGeographic Information System software, che permette di creare banche dati di informazioni georeferenziate che possono essere rappresentate insieme in un unico livello oppure su più livelli sovrapponibili tra di loro. I dati georeferenziati uniscono all'informazione di cui si vuole studiare la distribuzione (biologica, geologica, economica) la posizione nella quale è stata rilevata, che ha permesso di studiare l’incidenza oncologica a livello di ciascuna particella censimentaleArea geografica sub-comunale comprendente una porzione di territorio e di abitanti di un numero più piccolo rispetto a quello dell’intero comune. L'analisi di piccole porzioni di territorio caratterizzate da un più ristretto numero di abitanti permette una migliore definizione delle aree a rischio e quindi una migliore possibilità di mettere in relazione l’aumento di incidenza oncologica con le possibili cause. Inoltre, grazie all'utilizzo dei dati presenti nei registri tumori, è possibile risalire anche al tempo di esposizione a probabili fonti di contaminazione. L'utilizzo di questa banca dati permette di focalizzare l’attenzione sui siti con maggiore incidenza di tumori nei quali andare a svolgere successivi studi analitici per ricercare una possibile correlazione a cancerogeni presenti nell'ambientetutto ciò che è esterno all’ospite umano, che può essere suddiviso in fisico (es. radiazioni), biologico (es. virus oncogeni), socio-culturale (es. stili di vita: alcol, fumo, dieta), e che può influenzare lo stato di salute delle popolazioni..Grazie al sistema GIS “GeCo-sys” (Sistema Gestionale per il Controllo Sorveglianza e Valutazione della rete Oncologica), utilizzato dal registro tumori dell'ASL NAPOLI 3 SUD, sono state generate delle mappe di rischio per ogni particella di ognuno dei 35 comuni compresi nell’area del Registro, per ogni Comune dell’area di riferimento del Registro e per l 'insieme dei Comuni.

Il lavoro presentato nella tesi mostra quanto sia importante la metodologia proposta che è in grado di rilevare possibili cluster di patologia oncologica in aree sub comunali e fino al dettaglio delle particelle censimentali.