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Le diatomee sono alghe unicellulari, microscopiche (con dimensioni comprese tra 10 e 200 µm), tanto che all’interno di un cucchiaino possiamo trovarne contemporaneamente 25 milioni. Nonostante le loro piccole dimensioni, le diatomee svolgono un ruolo fondamentale all’interno del sistema Terra, infatti contribuiscono attraverso la fotosintesiattività attraverso viene trasformata l'energia luminosa in energia chimica per produrre zuccheri. alla produzione dell'ossigeno presente in atmosfera. Le diatomee sono presenti ovunque vi sia acqua dolce e salata, da una fessura all’interno di una roccia, una pozzanghera fino agli oceani dove, dato che si tratta di organismi fotosintetici, vivono fino alla profondità raggiunta dalla luce solare. Sono maggiormente rappresentate in mari ed oceani freddi, dove possono reperire più facilmente la silice necessaria per formare il proprio guscio; in questi mari le diatomee svolgono un ruolo molto importate sia come “viventi” alla base delle catene alimentari sia dopo la loro morte, quando i loro gusci si accumulano sul fondale creando nuovi sedimenti a composizione silicatica che, con il passare del tempo, vengono trasformati in rocce chiamate “diatomiti”, sfruttate commercialmente per diversi scopi.

La parete cellularela struttura all'esterno di alcune cellule, che può contenere cellulosa, chitina o altri materiali delle diatomee forma una specie di guscio chiamato frustulo, costituito da due valve che si sovrappongono chiudendosi l’una nell’altra come in una piccola scatola con coperchio. Le valve delle diatomee sono finemente perforate ed i pori sono organizzati in strutture tridimensionali regolari che si ripetono con lo stesso ordine in tutti gli organismi della stessa specie.


Ci parla della ricerca il Dr. Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , docente di Botanica presso il Corso di Laurea in Biotecnologie, e autore di molti articoli su riviste nazionali ed internazionali.

 

 

Date le caratteristiche del guscio delle diatomee e la loro ampia reperibilità un ricercatore del DiSTABiF ha proposto l’utilizzo dei gusci delle diatomee marine come sensori ottici.

 

 


 

La silice di origine biologica, derivata da diatomee marine, grazie alle sue peculiari caratteristiche morfologiche e chimiche, rappresenta un substrato adatto per applicazioni ottiche. La silice, che compone il guscio delle diatomee, appare fotoluminescente ad un microscopio a fluorescenza, se irradiata con una lampada a mercurio ad alta pressione. Inoltre, le sfere di silice possono essere facilmente coniugate con coloranti organici ed inorganici, poichè, essendo porose possono incorporare delle sostanze e migliorarne la stabilità offrendo loro protezione.

 

 

 

 

 

L’utilizzo delle diatomee come biosensori presenta diversi vantaggi tra cui: le valve dei gusci presentano dei modelli di ripetizione dei pori tipici di ogni specie, questo rende disponibile un numero elevato di campioni uguali con i quali ripetere le misure con lo stesso grado di precisione. Inoltre, con il susseguirsi delle generazioni le diatomee sono in grado di ridurre le dimensioni del proprio guscio, preservando la simmetria della loro struttura, questo consente di ottenere campioni di dimensioni diverse, che conservano la stessa morfologia, ed offrono un'ottima ripetibilità delle misure.

 

 



 

Il nostro gruppo sta portando avanti una ricerca sull'utilità della divulgazione di risultati della ricerca scientifica attraverso siti internet ed i social network. Rispondendo ad un semplice questionario potrai aiutarci a capire quali sono le modalità migliori per comunicare i risultati delle ricerche svolte in campo ambientale.