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Negli ultimi decenni è stato registrato un forte aumento dell’inquinamento da composti azotati (NOx) prodotti dal traffico veicolare (IPCC 2007), questi composti vengono immessi in atmosfera e scambiati con il suolo, le acque e gli animali; le attuali conoscenze non permettono di comprendere del tutto l'impatto degli ossidi di azoto emessi dalle autovetture sull'ecosistema, e in particolare è molto difficile comprendere il ruolo dell’inquinamento veicolare sulle comunità forestali, soprattutto per la mancanza di studi a lungo termine. Diventa quindi necessario sperimentare approcci innovativi per valutare i possibili effetti dell’inquinamento sulla vegetazione, soprattutto urbana.

Della ricerca ci parla la Dr.  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , docente di Gestione delle risorse forestali presso il Corso di Laurea Magistrale in Scienze e Tecnologie per l'Ambiente e il Territorio, autrice di molti articoli su riviste nazionali ed internazionali.

 

Un gruppo di ricercatori del DiSTABiF ha svolto una ricerca sull’inquinamento causato dal traffico veicolare utilizzando come indicatore della qualità dell’aria dei pini (Pinus pinea L.) e combinando analisi dendrocronologichedal greco dendron = albero, cronos = tempo e logos = discorso con studi isotopicistudio sulla composizione in isotopi di elemento, atomi di uno stesso elemento con uguale numero atomico e diverso numero di massa sul carbonio e l'azoto, due elementi fondamentali per la crescita delle piante.

 

 

 

La crescita degli alberi si osserva dalla sezione del loro fusto, dove si formano annualmente degli anelli concentrici chiamati anelli di accrescimento, questi sono la manifestazione più evidente della loro attività vegetativa che è strettamente dipendente dalle condizioni ambientali in cui gli alberi crescono. Data la loro origine, gli anelli di accrescimento possono essere considerati degli archivi naturali molto potenti, capaci di fornire indicazioni sulle condizioni climatiche ed ambientali in cui la pianta si sviluppa.

l’area oggetto di studio (Battipaglia et al., 2010)

 

 

 

Lo studio è stato effettuato in una strada della città di Caserta molto trafficata dove è presente un passaggio a livello, le macchine restano ferme a motore acceso diverso tempo emettendo grandi quantità di gas di scarico. Lungo questa strada sono presenti dei pini di età compresa tra i 70-80 anni (antecedenti alla costruzione della strada), non sono presenti centraline di monitoraggio della qualità dell’aria, ma i dati delle centraline più vicine hanno mostrano che negli ultimi 10 anni si è registrato un aumento delle emissioni connesse al traffico veicolare, in particolare ossidi di carbonio e di azoto.

 

 

Da questa ricerca è emerso che l’aumento del traffico veicolare ha causato una diminuzione della produttività degli alberi vicini al passaggio a livello, con una riduzione considerevole del loro accrescimento e un rallentamento dell’attività fotosintetica. Inoltre, l'analisi isotopica sull'azoto ha mostrato una maggiore disponibilità di NOx come fonte di nutrimento della pianta, mentre l’utilizzo dell'isotopo del Carbonio 14C ha messo in evidenza come recentemente sia aumentato il contenuto di carbonio fossile (presente negli scarichi veicolari) in atmosfera e come queste percentuali si ritrovino nell'anidride carbonica atmosferica che viene utilizzata dagli alberi per l'attività fotosinteticaattività delle piante attraverso cui trasformano l'energia luminosa in energia chimica per produrre zuccheri..

Tale lavoro ha mostrato le potenzialità di un approccio multidisciplinare e innovativo nel ricostruire l’effetto dell’inquinamento atmosferico sugli alberi, utilizzando  tecniche proprie di campi diversi: l’analisi degli isotopi, tipica della fisica e l’analisi degli anelli di accrescimento degli alberi, tecnica ecologica alla base della dendrocronologia.

 

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